Articolare il pensiero e poi l’azione.

Francesca, Rivelatrice di Comunità

19 Aprile 2020

Cosa sta succedendo?

Il mondo sta cambiando; continua a farlo ogni giorno, in modi spesso inaspettati.

Il mondo potrebbe cambiare, non possiamo né escludere, né dare per certa la precedente affermazione.

Diversi di noi sperimentano, in questi giorni così inediti nel loro manifestarsi, lo scoraggiante immobilismo e, insieme, il rinvigorente potere della possibilità che arriva con l’immaginazione.

Tu, come ti senti, in questo periodo? 

Io… beh, dal punto di vista personale, forse, posso provare a spiegartelo davvero “solo” così:

 

Ho scelto un post di Facebook, dal mio profilo privato, perché sento che, prima di ogni altra cosa, questa sia e debba essere una questione personale.

Io, non te lo nascondo, andavo già a un’altra velocità e in questo momento storico, sebbene il dolore per gli aspetti che incidono sulla collettività sia forte, ho potuto rinnovare un patto di coerenza con me stessa: 

Riflettere come aspetto fondante; articolare il pensiero e poi l’azione.

Possiamo concentrarci sulle nostre risorse interne, coltivarle, ascoltarci, scoprire e scoprirci.

Con queste intenzioni, qualche settimana fa ho preso a riflettere su alcune iniziative da condividere con te, con la speranza di poter dar loro forma insieme: 

  • Uno spazio per domande che aprano alla via della possibilità, che può aiutarci a conoscere persone, valutare e riscoprire risorse importanticombinare l’immaginazione con la realtà, rendendo molte cose più vicine e, magari, più raggiungibili. 
  • Uno spazio per immaginare, anche insieme a degli esperti, scenari possibili del futuro prossimo. Alcuni esempi? Incontri aperti con psicologi sociologi che, sebbene non posseggano la “macchina del tempo” per fornirci anticipazioni certe su quel che avverrà, possono aiutarci a visualizzare scenari possibili basandosi, ad esempio, sulla conoscenza della natura umana (sebbene questa sia esposta, in questo momento, a una situazione senza precedenti). 
  • Uno spazio di “autoformazione” su uno degli argomenti che qui,a me e a te, stanno più a cuore: la comunicazione. L’attenzione, in questo caso, è rivolta soprattutto a te che, tempo fa, hai cominciato a frequentare questo spazio online per capire meglio come raccontarti, raccontare la tua identità, i prodotti e/ o servizi, avvicinarti alle tue nicchie di pubblico. Forse nessuno te lo ha detto, ma è come se tu, in questo momento storico, abbia fatto in autonomia un corso per imparare le basi di una Strategia di Comunicazione. Vale la pena rafforzare le tue nuove e preziose competenze, perché tu possa farne tesoro anche più avanti. Se, invece, tu che leggi, sei un esperto del tema, potrebbe essere altrettanto bello e stimolante, per tutti noi, se anche tu volessi abbracciare non solo questo percorso, ma anche la filosofia e volessi immergerti con noi in questa esperienza.

Il progetto della Rivelatrice di Comunità, da sempre, è dedicato alla promozione di un modo di comunicare, creare e lavorare per territori e comunità più lento, basato su quello che sta già dentro e intorno a me, a te.

Il motto qui è: “Guardati intorno, sta tutto lì”.

Qui sotto ti spiego come funziona la pagina creata per stare insieme a immaginare, riflettere e autoformarci; questo strumento – per me è importante dirtelo adesso – sussisterà se e fino a quando vorremo trovarci per dargli un senso (non un minuto in più, né uno in meno).

Potrai accedere alla pagina dalla home o dal menù a tendina alla voce “La via della possibilità” e avrai così a disposizione tre sessioni corrispondenti ad altrettante categorie sul blog: 

  • Partecipare e immaginare; 

Potrai seguire tutto come fosse – e si spera possa esserlo – un processo, un flusso continuo; tenendo d’occhio il susseguirsi degli articoli e il calendario dei possibili incontri.

Spero tu possa e voglia partecipare per continuare a immaginare, anche insieme.

Qui non cerchiamo risposte certe e delineate: riflettiamo su quel che potrebbe essere, visualizziamo scenari possibili e rafforziamo quello che di meraviglioso e potente, in alcuni casi, è già stato attivato a partire dalle risorse interne.

Il nostro, in fondo, appare quasi come fosse un rituale “apotropaico”, un momento di catarsi.

 

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