Riflettere e domandare

Il dono delle domande è la possibilità – Cerca meno risposte, trova più domande. 

Francesca, Rivelatrice di Comunità

16 Aprile 2020

Le domande possono donarti la possibilità e ti aiutano a dialogare e scoprire; sono un invito alla creatività e alla capacità di pensare oltre le cornici.

Fermati un attimo e domandati:

Di solito, do più peso alle risposte o alle domande?

Cosa cerco prima: la domanda migliore o la risposta più rapida?

La cultura occidentale parrebbe essere incentrata sulla necessità di trovare risposte e soluzioni; quanto più queste sono rapide e in grado di soddisfare bisogni subitanei, tanto meglio vengono accolte.

Molti pensano per contrapposizioni: bianco/ nero; questo/quello etc. .

    Sono i ritmi delle nostre vite – quelle che sono state prima del periodo storico che stiamo affrontando – a dettare le condizioni del nostro cercare, quasi ossessivamente, calcaree e concise risposte pronte all’uso; pillole per affrontare un presente in corsa e un futuro già programmato.

In numerosi contesti, quando si dovevano assumere decisioni complesse, spesso non c’era margine per partecipare a conversazioni il cui principio fosse, di per sé, la necessità di riflettere.

Il lavoro premia chi risponde senza se e senza ma, nell’immediatezza di decisioni definite e, magari, definitive;

non passa, di solito, dalla calma, la profondità, l’essenza (che non è la scelta di scenari minimali, semmai l’esatto opposto).

Una domanda può essere potente; una magia che ti proietta dove non pensavi.

Domandare è un’ esperienza di apertura:

per condurti a un punto diverso (sia esso nuovo o trasformato) ti fa passare dalla riflessione; da qualcosa che non avevi ancora visto, conosciuto, pensato, visualizzato, sperimentato.

Una domanda può essere catarsi pura e il principio di un’autentica innovazione.

Le domande perfette non esistono, ma forse esistono forme più efficaci di altre per disegnarle, concepirle e, ancor prima, per preparare l’animo alla loro manifestazione. 

Le domande potenti le puoi riconoscere, perché risuonano in maniera diversa, dentro di te. 

Secondo la guida “The art of powerful questions – Catalyzing Insight, Innovation and Action” di Eric E. Vogt, Juanita Brown e David Isaacs, domande di questo tipo, “potenti”, appunto, avrebbero queste caratteristiche: 

 

 

Quello sulle domande può essere un viaggio emozionante, importante.

Le domande, se potenti, si muovono veloci;

possono raggiungere tante persone e attivare anche in loro preziose capacità sopite, nuove e/ o trasformate. 

In potenza possiamo essere tutto quello che abbiamo la forza, l’estro, il coraggio, la meraviglia di domandarci.

Datti tempo per capire come costruire, porti e porre domande che contano;

oggi abbiamo iniziato così e possiamo continuare sul “foglio bianco” che troverai cliccando qui sotto:

 

Vorresti farlo anche insieme a me?

 

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