Riflettere e domandare

Concentrarsi sulle domande proprio ora che tutti hanno fame di soluzioni? Sì, può avere senso e ti spiego perché.

Francesca, Rivelatrice di Comunità

03 Maggio 2020

Parlare di domande, oggi che tutti hanno fame di risposte e soluzioni come fossero aria, sembrerebbe una follia o, comunque, qualcosa di inutile, quando le risorse sono già abbastanza scarse per riuscire ad andare avanti, nell’incertezza.

Perché perdere tempo a pensare troppo, farsi domande?

La “fase due” forse non è come te l’aspettavi.

Lo scenario appare ancora confuso, conosciamo forse qualcosa di più rispetto alle scorse settimane ma non così tanto da potere ragionare con certezza sui prossimi passi.

Molte piccole realtà, imprese e organizzazioni no profit però, hanno già fatto tanto:

si sono riorganizzate (pensa ai ristoranti che stanno riadattando i loro menù per il servizio d’asporto e lo stanno facendo in maniere molto spesso originali e innovative o a tutti coloro che hanno sentito forte l’esigenza di comunicare online con i propri clienti come potevano, magari per la prima volta…).

Altre piccole – e grandi – imprese hanno bisogno di continuare a immaginare i loro scenari possibili – magari aiutate da quelle che hanno già cominciato a farlo – e, in questo senso, le domande possono diventare strumenti davvero potenti.

Cambia qualcosa nella nostra maniera di pensare quando arrivano a noi le parole giuste;

può emergere nuova conoscenza

 

Proprio adesso che magari stai lottando con la paura e la preoccupazione dei conti da pagare, della serranda ancora abbassata e ti sembra che “certe domande” non possano minimamente aiutare, io ti chiedo:

cosa hai provato leggendo quello che possono fare le “giuste domande”?

Hai visualizzato, anche solo per qualche secondo, uno scenario positivo o comunque diverso da quello che stai già sperimentando?

Se la tua risposta è “sì”, prova a concederti un altro passo:

prenditi un momento per te, per la tua impresa o la tua organizzazione, per il tuo sogno; leggi le domande qui sotto, magari a voce alta (e con la tua squadra di lavoro, se ne hai una).

Quali parole hanno risuonato con più forza dentro di te?

Hai sentito emergere nuova energia positiva che potrebbe aiutarti durante le prossime fasi?

Non è facile immaginare, pensare e ripensare, quando gli elementi “certi” sono così pochi.

Per le piccole realtà le risorse, in generale, non sono tante ed è forse grande, il salto mentale che ti invito a fare, proprio adesso; magari ti chiedi:

perché dovrei sprecare tempo e energia a immaginare scenari per il futuro della mia attività, se già mi resta così poco da investire e nemmeno so se riuscirò a ripartire?“.

Ti capisco; ma prova a farlo:

pensa a quale sia “la situazione” sulla quale credi possa avere valore lavorare;

focalizza tutti gli elementi che ti vengono in mente, come a tirarli fuori da un armadio nel quale hai stipato tante, troppe cose in questi giorni;

lasciale lì, tutte quelle cose, in questa stanza immaginaria;

adesso rileggi le domande, magari partendo da quelle che ti smuovono qualcosa dentro più di altre.

Non preoccuparti se non arriveranno risposte definite; se stai sentendo emergere energia positiva, voglia di fare e andare avanti, prendi questo, lavora su questo.

Impiega questa energia per quel che sarà (anche e soprattutto per ciò che non puoi ancora conoscere).

Cosa è successo?

Magari, domanda dopo domanda, hai potuto riavvicinarti a tutte o parte delle tue competenze importanti, quei tratti che in passato hanno reso te e la tua impresa/ organizzazione unica.

Hai rinnovato il contatto con il tuo valore.

Siete lì, tu e il tuo progetto;

potrai ripetere le domande – tutte le volte che sentirai necessario –  focalizzando questa consapevolezza nella tua mente.

Potresti aggiungere anche queste domande:

Su cosa posso continuare a lavorare?

Cosa posso trasformare?

Cosa continua ad essere importante e mi potrà essere utile anche adesso?

Io sto lavorando sulle mie domande e sui miei scenari possibili; per ora sto riscoprendo, forte come accadeva solo anni fa, la mia passione per i progetti e le connessioni tra le persone e, quindi, ho cominciato a scrivere ad amici e conoscenti, presentando loro anche le idee più “strampalate” senza farmi tutte le remore che forse qualche mese fa mi avrebbero bloccata o rallentata.

Sono positiva: qualcosa di bello sta per arrivare, per me, nel mio lavoro.

Questo articolo, ad esempio, fa parte della serie “La via della possibilità“; una di queste idee cui ho sentito di dover dare vita, senza aspettarmi nulla sulla “destinazione”.

Sarebbe meraviglioso se volessi seguire il percorso nella pagina e interagire come desideri:

domandare, proporre, intervenire, prendere l’iniziativa; potrai farlo anche attraverso gli spazi social (Facebook, Instagram e Linkedin) o utilizzando il form che trovi qui sotto:

 

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