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Breviario per trasformare il tuo modo di fare comunicazione

Francesca Cinus

26 giugno 2024

Ci sono cose che ci appartengono e che, in fondo, ci hanno sempre guidato; cose che dobbiamo riscoprire, perché, quasi da sole, possono fare la nostra comunicazione e ci mettono in contatto diretto con chi vogliamo sia partecipe con noi del nostro cammino, nessuna dimensione esclusa.

Una nota: quello che leggerai è, come da titolo, più un “breviario” e una guida, che un vero e proprio articolo. Siamo qui per donarci tempo e risorse; senza fretta e con intenzione.

Tre affermazioni fondamentali

La comunicazione hashtagnon è una una serie di attività e trucchetti per “stare online”. Tanto semplici quanto potenti, le tre affermazioni qui sotto possono aiutarti a riconsiderare le tue credenze e priorità: 

  1. Tutti vogliono far parte di qualcosa di più grande; anche tu e coloro che vuoi raggiungere. Trovare le tue persone (te ne parlo qui) e palesare questo obiettivo in comune è la strada giusta per fare la differenza.
  2. Dobbiamo coltivare l’abilità di vedere il mondo per come dovrebbe essere e non per come è. Chi lavora su obiettivi ambiziosi, per il bene comune, lo fa per non arrendersi allo stato delle cose e contribuisce con costanza a cambiarle. La tua forza è direttamente proporzionale al grado di convinzione e chiarezza rispetto alla tua visione di un mondo “ideale”.
  3. Se lo sognamo, possiamo arrivare a farlo e, così, condividerlo. Solo se esploriamo visione e missione in maniera chiara (leggi il mio articolo sulla Theory of Change) possiamo cominciare a lavorare davvero al nostro “sogno”, condividere un messaggio forte, raccogliere le risorse necessarie per arrivare alla meta e cambiare il mondo un pezzetto alla volta.

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Ingresso di una piccola attività locale a Sant’Antioco, nel Sud Sardegna

Tre consigli pratici

Prenditi tutto il tempo che ti serve per cominciare a riflettere sullo stato della tua comunicazione e sui tre punti sopra; a seguire, potrai pensare a dove desideri arrivare, a partire da questi tre consigli:

  • Trova i tuoi alleati: coltivare alleanze deve essere una priorità, molto più che aprire, ad esempio, una pagina social; lavora ogni giorno con autentica cura e in maniera personale all’alleanza interna, a quella con le persone e le organizzazioni il cui proposito si interseca con il tuo e a quella con chi insieme a te dovrà occuparsi della comunicazione.
  • Comincia da quello che hai: le risorse intorno a te sono quanto hai di più prezioso per iniziare il tuo percorso. Dalla tua hai il potere della “trasformazione” per rivedere le cose e renderle una base solida per muovere i primi passi. Il mio motto, “Guardati intorno, sta tutto lì” è un invito a considerare e valorizzare tutto quello che già possiedi (dentro e fuori di te, anche le idee nel cassetto contano).
  • Lavora sulle azioni, in un processo iterativo di apprendimento: la comunicazione non è una scienza esatta (alcune regole, per stare ad esempio sui social media, possono anche valere ma hanno tutte una data di scadenza, nemmeno troppo lontana); devi imparare a testare la tua strategia di comunicazione a partire dalle tipologie di contenuti che ti piacciono e che non hai problemi a creare o a vedere promossi sui tuoi profili online o come contenuti offline. Tu testa, deduci e continua facendo tesoro delle tue scoperte e considerazioni (mettendo per iscritto i passi da compiere).

Il primo prodotto che creiamo è la nostra cultura

Sei qui anche con l’obiettivo di costruire un “branding” efficace? Tieni a mente che per raggiungerlo è importante cominciare da una chiara comprensione di quello per cui si “lotta” e dell’impatto che si vuole avere nel mondo. L’obiettivo non è vendere/ avere successo ma chiedersi: “Stiamo ispirando le persone in qualche modo?”. Consulta lo slider per cominciare a ragionare sul tuo sistema di narrazione efficace (davvero allineato con te e le tue persone e basato su scopo e valore).

Quello che hai letto appena sopra è solo un piccolo consiglio – potente – per iniziare a slegarti, se ne hai subito l’influenza, da quel marketing che, oramai, ci fa tradurre “comunicazione” in “social media marketing”. I tipi di marketing che proveremo a coltivare insieme a partire da questo blog e in tutti i modi possibili, sono il purpose marketing e l’ impact first marketing e, in generale, un marketing etico, sostenibile e relazionale, insieme a una comunicazione partecipativa.

Mettere insieme la promessa e la prova

Se siamo in grado di creare opportunità di partecipazione allora stiamo facendo qualcosa di molto più potente del marketing tradizionale. Il focus non è condividere il nostro messaggio ma creare un movimento costruito intorno a una causa comune.

Se questa strategia funziona, sono gli stessi “clienti”, volontari, seguaci o dipendenti, alla fine, a fornire la prova della nostra “promessa”.

Imparare a comunicare per risolvere problemi

Dobbiamo imparare a comunicare non per “far pubblicità” ma per risolvere problemi e, a quel punto, accadrà la magia e il nostro ecosistema si arricchirà “da solo”, proprio di coloro che avremmo sempre voluto avere al nostro fianco (o che vogliamo continuino a starci). 

Davanti abbiamo cittadini, non consumatori

Le persone sono i nuovi media

I social media non sono il luogo dove stare per cambiare le cose in maniera profonda, reale, duratura; il nostro obiettivo sono i cuori e le menti delle persone che riusciamo a raggiungere, trattenere, far diventare compagni di avventura, verso gli stessi obiettivi, per la stessa visione del mondo.

Comunicare è anche lavorare al design di servizi, prodotti e esperienze e aiutarti in questo è un dovere di chi collabora con te alla comunicazione; è importante metterlo in chiaro fin da subito, per coltivare insieme coerenza e allineare, per quanto possibile, intenzioni e azioni per il cambiamento che vogliamo portare nel mondo.

Un promemoria importante: davanti abbiamo cittadini, non consumatori; dobbiamo imparare a stare su questo livello relazionale, per passare da un modello “transazionale” a uno “trasformazionale”.

Questo modo di vedere le cose risuona anche con te? Sei nel posto giusto ed è bello e prezioso saperlo, scrivimi usando il form contatti a fondo pagina per cominciare una conversazione ricca di valore per entrambi.

Non sono i social il luogo dove stare per cambiare davvero le cose in maniera profonda, reale, duratura.

Articolo ispirato dalla lettura dei libri “Brand teh change – The branding guide for social entrepreneurs, disruptors, not-for-profits and corporate troublemakers” di Anne Miltenburg e edito da Bispublischers e da “Good is the new cool – The principles of purpose” e “Good is teh new cool – Market like you give a damn” di Afdhel Aziz e Bobby Jones, editi da Conspiracy of love.

Hai bisogno di chiedermi qualcosa? Puoi farlo subito; sono dall’altro lato dello schermo!

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Nuova PAC e regolamento transitorio | Breve guida per agricoltori, aziende agricole, attori e produttori del mondo agricolo e rurale.

Nuova PAC e regolamento transitorio | Breve guida per agricoltori, aziende agricole, attori e produttori del mondo agricolo e rurale.

La PAC (CAP in inglese), è un tema centrale in ambito comunitario. Tra le prime misure ad essere state adottate (1962), perché interviene direttamente sul mercato, la Politica Agricola Comune costituisce un terzo del bilancio europeo ed è associata a diversi obiettivi strategici. La PAC sarà in fase transitoria fino all’inizio del 2023, quando entreranno in vigore le misure della cosiddetta Nuova PAC. Questo articolo nasce come breve guida tematica per agricoltori, aziende agricole, attori e produttori del settore agricolo.

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