Visione Rurale a lungo termine | Aree rurali vivaci, connesse e sostenibili entro il 2040.

Francesca, Rivelatrice di Comunità

21 giugno 2021

Le aree rurali europee sono ricche di punti di forza (la bellezza dei territori, le potenzialità delle comunità…) ma numerose e complesse sono anche le sfide da affrontare, come il rischio di spopolamento, la mancanza di infrastrutture e servizi, l’isolamento.

La Visione Rurale a lungo termine della Commissione Europea mira a costruire, entro il 2040, territori rurali vivaci, connessi e sostenibili.

Conoscere i piani dell’Europa, se viviamo e/ o lavoriamo in queste aree, può essere strategico per sviluppare e implementare progetti più mirati ed efficaci e, soprattutto, può aiutarci a non sentirci soli, organizzarci.

aree rurali europee | numeri importanti per un ruolo fondamentale

Numeri e fatti lo dimostrano: le aree rurali svolgono un ruolo fondamentale per il presente e il futuro di ogni cittadino dell’Unione Europea; svariati, però, sono anche gli elementi di complessità, specie a confronto con le aree urbane. 

visione rurale a lungo termine | il futuro comincia dall’ascolto

Se stai leggendo questo articolo, è probabile che tu viva o lavori in un’area rurale europea e che quindi abbia avuto esperienza dei punti di forza e di debolezza del tuo territorio.

La Commissione Europea ha scelto di identificare e quindi usare questi numeri per riconoscere e preservare il ruolo delle sue aree rurali e cominciare a elaborare risposte adeguate alle esigenze e problematiche percepite ogni giorno dagli abitanti; è nata così la Visione rurale a lungo termine, iniziativa che mira a trasformare questi territori entro il 2040, rendendoli più vivaci, connessi e sostenibili.

Rural areas are the fabric of our society and the heartbeat of our economy. They are a core part of our identity and our economic potential. We will cherish and preserve our rural areas and invest in their future.

Ursula von der Leyen

Presidentessa Commissione Europea

Attraverso la Visione a lungo termine per le aree rurali, la Commissione Europea aspira a costruire, insieme ai protagonisti di questi territori (comunità rurali, coltivatori e allevatori, attività locali, associazioni, centri di ricerca, istituzioni pubbliche…) un processo di ampio respiro, con consultazioni dirette e eventi dedicati, per co- disegnare un esaustivo piano d’azione rurale e aiutare queste realtà a sviluppare il loro pieno potenziale, da qui al futuro.

Per raggiungere questi obiettivi, la Commissione Europea, ha collaborato fin da subito con lo European network for rural development (ENRD), con i networks nazionali e diverse organizzazioni portatrici di interesse, per permettere la circolazione e la condivisione di informazioni e visioni sul futuro delle aree rurali europee.

La Commissione ha organizzato – come si accennava poco sopra – una consultazione pubblica e aperta per permettere a società civile e addetti ai lavori di esprimere punti di vista, esperienze e aspettative in merito a questo nuovo, potenziale, strumento.

Le consultazioni online, avvenute tra settembre e novembre 2020, hanno permesso di raccogliere 2326 risposte dai 27 Paesi membri; il numero potrebbe sembrare assai basso in proporzione al totale degli abitanti delle aree rurali europee ma per valutare questo dato, si dovrà considerare, almeno in parte, la natura del processo, dedicato a una “selezione” di stakeholders. I partecipanti hanno fornito pareri sui seguenti argomenti:

  • Le odierne esigenze delle zone rurali
  • Cosa rende attraenti le zone rurali
  • Le opportunità per il futuro delle zone rurali
  • La governance nelle zone rurali

e hanno risposto a una serie di domande facoltative sulla Politica Agricola Comune e lo sviluppo territoriale.

Cliccando qui sotto potrai accedere al Report dedicato ai risultati.

ci sono altre persone come noi: possiamo sentirci meno soli, organizzarci!

Hai già cliccato sul link? Leggendo il Report possiamo fare qualche piccola considerazione:

  • La metà del totale delle risposte sono arrivate da Spagna, Austria, Germania, Belgio e Francia. Cosa può significare? In questi Paesi c’è forse una maggiore coscienza da parte dei cittadini rispetto alla propria “condizione” di abitanti delle aree rurali?
  • A proposito di cittadini: il maggior numero di risposte è arrivato dai singoli individui; solo dopo ci sono imprese e associazioni e, ancora “più in là”, istituti di ricerca, istituzioni pubbliche etc. . Questo dato ci pone di fronte a un’importante riflessione: quanta e quale consapevolezza, specie se si pensa a gruppi e comunità, esiste nei nostri territori rurali? Quanto lavorare sul senso di appartenenza e di comunità potrebbe avere valore ai fini di questa consapevolezza?
  • Se i cittadini, le imprese, le associazioni etc. fossero pienamente consapevoli dei propri ruoli all’interno dei territori, cosa potrebbe accadere?
  • Come, questo senso di comunità, potrebbe condizionare i modi di vivere e condividere nelle aree rurali e remote dell’UE?

Porsi questi – e tanti altri – quesiti può essere occasione preziosa per tutti noi che, in questi territori, abbiamo investito tutto: sogni, risorse finanziarie, competenze, passione, pazienza, persistenza… .

Non siamo soli e iniziative come la visione rurale a lungo termine è una di quelle possibilità – che non è ancora tardi per cogliere – per coltivare il presente e il futuro, anche forti di un nuovo o rinnovato senso di appartenenza ad un grande “mondo rurale”, con i suoi punti di debolezza, certo, ma anche con quelli di forza, così importanti.

Hai capito che quello che fai è speciale, perché lo fai in un’area rurale? Vorresti sapere quali altre cose ti sarebbe utile apprendere? Chiedimelo subito; sono dall’altro lato dello schermo!

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